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Simone Adolphine Weil nasce a Parigi il 3 febbraio 1909, secondogenita del medico Bernard Weil (n. 1872), unico intellettuale di una famiglia di commercianti ebrei di origine alsaziana, e di Selma Reinherz (n. 1879), proveniente da una ricca, colta ed eclettica famiglia ebrea galiziana naturalizzata belga. La madre è una donna intelligente ed energica, dotata di molti talenti e di una sorta di genio pratico e pedagogico, che la porta a predominare nella vita della famiglia, organizzando con cura spartanamente lungimirante e naturistica (oggi diremmo “ecologista”) l'educazione di Simone e di suo fratello André, nato nel 1906, che diverrà un noto matematico.

La famiglia Weil, molto unita, non ha conservato pratiche religiose (il padre si professa ateo) e Simone cresce in un ambiente laico-agnostico, ma fortemente connotato in senso etico. Di salute cagionevole - a tre anni è operata di appendicite e si teme per la sua sopravvivenza - cresce in ammirata e quasi simbiotica emulazione del talentuoso fratello, in un “mondo a parte” di giochi, di sports e di interessi creativi in cui le fiabe, i racconti epici, la poesia e il teatro antico e barocco, hanno una parte essenziale.

Manifesta precocemente una volontà eroica e “stoica” di dominare e sottomettere il proprio corpo, alimentata anche dalle predette convinzioni naturistiche e igienistiche della madre, alla quale sarà sempre particolarmente legata. Queste - unite allo choc adolescenziale dell'incontro con un esibizionista ai giardini del Luxembourg - le provocano una durevole ripugnanza verso i contatti fisici e verso la sessualità. ...

Simon Weil
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